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Ricordare i morti, non più al cimitero ma al parco

I defunti, in futuro, forse potranno riposare non più nelle bare ma "trasformarsi" in splendidi alberi.

02 novembre 2015
Ricordare i morti, non più al cimitero ma al parco

Il giorno dedicato ai defunti potrebbe presto essere un ricordo. E magari anche le bare. Perché i nostri cari andremmo a trovarli molto spesso, anche ogni settimana, magari bevendo qualcosa o mangiando un panino nei pressi delle loro… radici. E l’immagine non è figurata. Tutto questo accadrà soprattutto se verranno realizzati molti interessanti progetti che indicano una svolta nettamente verde anche nell’ambito delle sepolture e del culto dei morti. Nuove proposte come “Arborvitae” o “Boschi Vivi” che trasformano i cimiteri in “boschi sacri” o in parchi di città, facili da raggiungere e da frequentare liberamente, e che prevedono sepolture ecologiche in urne biodegradabili – come per esempio quelle a uovo di “Capsula Mundi” – legate ad un albero a scelta, “monumento vegetale” che diventa longeva tomba vivente di coloro che non ci sono più.

In primis i nuovi progetti sui cimiteri sono la risposta a problemi che si fanno ogni anno più concreti: il consumo del suolo dove trovano spazio le tombe, per esempio, e che spesso obbliga all’uso dei colombari dopo molti anni rinnovando il dolore della perdita, e che comunque non rappresentano certo un luogo emotivamente “confortevole” per chi ha amato e vuole far visita al defunto. Ma anche la scelta di molti, sempre di più, di optare per la cremazione, atto con cui si preferisce che le nostre spoglie mortali si fondano immediatamente con la natura.

In linea con questo spirito, c’è persino chi, come la svizzera Algordanza o gli americani di Lifegem.com, propone la trasformazione delle ceneri mortali in luccicanti diamanti (sintetici), per poter portare sempre “addosso” i nostri cari… Insomma, i cimiteri tradizionali, periferici, con le loro immote statue e le pesanti lapidi in marmo, dove c’è traccia di vita ma solo testimonianza dell’inevitabile fine dell’uomo, stanno forse diventando luoghi troppo freddi e lontani dalla nuova sensibilità comune.

E’ vero, esiste anche il cimitero allegro come a Sapanta, in Romania, dove le tombe riportano motti spiritosi a ricordare i defunti e sculture ricche di colori vivaci, ma questo tipo di approccio non è globalizzato. Certo, come ricorda il Comune di Milano su Facebook, il Cimitero Monumentale è disponibile su Google Street View dove si può percorrerne a distanza i viali, ma… sembra che stiamo assistendo proprio ad uncambiamento – alle nostre latitudini – nella visione della conclusione della vita stessa, in cui in realtà non si muore più.

Quasi a voler dire che l’uomo, credente o non credente che sia, è parte del tuttosempre, anche e soprattutto quando non cammina più fisicamente sulla Terra: anzi, proprio quello della dipartita è il momento in cui tutte le sue parti si riunisconoall’eterno e infinito flusso vitale del Pianeta Azzurro.

Che lasci foreste vive dietro di sé, non tombe vuote.

Il sito del progetto Arborvitae di A3Paesaggio.com
Il sito di Capsula Mundi: www.capsulamundi.it
Il sito di Boschi Vivi: http://boschivivi.it

 

Fonte: Tgcom24

@liciaanimalie

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