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L'aria che respiriamo ci sta uccidendo

28 maggio 2018
| di Licia Colò
L'aria che respiriamo ci sta uccidendo

Ogni anno siamo costretti a contare i morti causati dal nostro benessere. Sembra un controsenso ma è così. Secondo il rapporto annuale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, chi vive nelle grandi città rischia di perdere fino a 24 mesi di vita a causa dello smog. Nove persone su dieci in tutto il globo respirano aria avvelenata, inquinata.

 

Sono dati che fanno paura ma ai quali purtroppo ci siamo abituati. Io vivo poco fuori Roma e qualche anno fa, quando entrando in città leggevo nel cartello elettronico “Oggi qualità dell'aria accettabile”, mi domandavo quale fosse l'alternativa. Non respirare?

 

Le cause sono molteplici: dall'uso, nelle case di buona parte del mondo, di stufe a carbone o a legna all'utilizzo del carbone nelle fabbriche di molti Paesi. Per l'inquinamento dell'aria in Europa ci sono mezzo milione di morti all'anno mentre nel Sud Est asiatico e nel Pacifico Occidentale si arriva a più di due milioni di decessi. Qui sono soprattutto le frange più povere a subire gli effetti dell'inquinamento. Ma a respirare aria inquinata siamo tutti. C'è un altro dato che fa accapponare la pelle: il 7% delle vittime sono bambini sotto i 15 anni. Io ho una figlia in questa fascia d'età e mi spaventa pensare al suo futuro.

 

Se non basta il buon senso per capire che bisogna cambiare rotta allora facciamo largo a nuove leggi che impediscano che si continui ad avvelenare l'aria che respiriamo. Anche noi, nel nostro piccolo, possiamo fare qualcosa: proviamo a lasciare più spesso l'auto a casa e facciamo una passeggiata in bici o a piedi. Ne va della nostra salute.

 

 

 

Questo articolo è stato pubblicato su Famiglia Cristiana

@liciaanimalie

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