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Indagine Legambiente: "Mantova è la città più ecosostenibile d'Italia"

02 novembre 2018
| di Redazione
Indagine Legambiente: "Mantova è la città più ecosostenibile d'Italia"

Per il secondo anno consecutivo Mantova è la città più verde d’Italia. Oltre alla cittadina lombarda anche Parma, Bolzano, Trento e Cosenza sono  le città che primeggiano in “Ecosistema urbano”, un’indagine di Legambiente in collaborazione con il Sole 24 ore che si basa su 17 parametri (aria, acqua, rifiuti, trasporti, ambiente, energia, tra gli altri), giunta al suo 25° anno.

 

Nell’analisi stilata dall'associazione ambientalista, ci sono città "formica" e città "cicala" che promettono di correggere un comportamento poco virtuoso in tema di eco- sostenibilità. Non sono più solo gli agglomerati urbani medio piccoli del nord a rappresentare la prima categoria, lo dimostra la presenza, tra le “virtuose” di città come la calabrese Cosenza, e Milano.

 

Il capoluogo lombardo, infatti, ha compiuto  un notevole balzo in avanti  nella classifica grazie alla gestione del trasporto pubblico: pensiamo che nella prima edizione del report del ’94 occupava la penultima posizione, per poi risalire al 31° posto l’anno scorso al 23esimo del 2018.

 

 Dando uno sguardo alle altre città, nella vita di tutti i giorni questa “virtuosità” si traduce nella tramvia di Firenze, nell’uso dell’energia solare a Padova, nella lotta allo spreco di Macerata e Monza. Oristano, Parma, Trento, Mantova, Treviso e Pordenone sono nella classifica dei “buoni” per la loro gestione dei rifiuti.

 

E le peggiori? Catania, Agrigento e Massa sono in coda alla classifica, Napoli  con il suo 89° posto, occupa stabilmente la parte bassa della graduatoria mentre la Capitale, che è all’87° posto, ha subito un vero e proprio tracollo: prima del 2010 era tra le prime trenta. Torino è da oltre dieci anni sotto la sufficienza.

 

Novità del report di quest’anno è la capacità  dei Comuni di smaltire i propri rifiuti nel proprio territorio. I dati Ama sulla Capitale ci dicono che su 100 sacchetti di spazzatura,  44 arrivano in altre province e regioni. Anche Milano ricorre ad un uso eccessivo delle esportazioni di rifiuti, in percentuali simili a quello di Roma ma i rifiuti milanesi,  se così si può dire, non si allontano troppo.

 

“Serve un governo delle città a livello nazionale – sottolinea Stefano Ciafani, presidente di Legambiente -Non bisogna rispolverare il ministero delle Aree urbane di 30 anni fa, quanto piuttosto una politica governativa trasversale sulla riconversione ecologica delle città che guidi in modo sinergico le azioni dei vari dicasteri a vario titolo coinvolti, dall’Ambiente alle Infrastrutture, dalla Salute ai Trasporti, fino ad arrivare allo Sviluppo economico. Spesso è stata l’Europa a costringerci a darci da fare e a spingerci verso buone politiche ambientali. Se Milano ha inaugurato il suo primo depuratore 15 anni fa è grazie alla condanna europea. Se Roma 5 anni fa ha chiuso finalmente la discarica di Malagrotta, lo dobbiamo alle multe comunitarie. Il nostro auspicio però è che nel futuro non ci sia più bisogno di condanne alla Corte di giustizia europea ma che si possa contare su una strategia nazionale all’avanguardia, come fatto ad esempio sulle leggi italiane per la lotta all’inquinamento da plastica, più volte copiate nella UE. Speriamo che questo possa avvenire non solo per le politiche urbane ma per tutte quelle ambientali del nostro Paese” conclude.

@liciaanimalie

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