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UMANIZZARE IL CANE Dr. Fabio Vergoni (Medico veterinario Comportamentalista)

Umanizzare il cane… impariamo a rispettare la diversità Vorrei affrontare con voi un problema, che condiziona la maggior parte dei rapporti tra cane e proprietario a lo fa a tal punto che delle volte, per risolverlo, si deve ricorrere all’ aiuto di specialisti del settore, parleremo cioè di antropomorfizzazione. .. cioè il dare a dei comportamenti canini dei significati umani, in pratica umanizzare la relazione. Pensare di rapportarsi e di interpretare il cane come se fosse della nostra stessa specie è un grave errore etologico , l' antropomorfismo non riconosce la diversità ed è una causa delle tante criticità che coinvolgono il suo mondo...compreso l abbandono. Per lavoro mi trovo spesso a dover gestire problemi di relazione tra cane e uomo, ed è mia convinzione che l'unica maniera per contrastarli non è il pietismo intuitivo, ma la conoscenza e il rispetto dell’ alterità cane. Costruire un rapporto equilibrato con i nostri piccoli amici non è facile...si pensa che tutto possa svolgersi in maniera intuitiva, si pensa di capire esattamente che cosa vuole o perchè ha un certo comportamento addentrandosi in pericolose interpretazioni antropomorfiche. Bisogna saper riconoscere la diversità e soprattutto rispettarla...il primo passo per fare questo è conoscerli. Non basta voler bene agli animali per rispettarli , spesso si fanno più danni se non si hanno competenze specifiche per tutelarlo. Il cane nel tempo ha acquisito un ruolo nella nostra società, un ruolo pubblico, sociale, formativo, emendativo, assistenziale, eppure spesso lo trattiamo peggio di una “cosa”, abbiamo rispetto per il nostro pc, per la nostra macchina, cerchiamo di capire come funziona e facciamo attenzione a non romperla e ad utilizzarla nel modo corretto, leggiamo quello che si dice il libretto delle istruzioni….per il cane tutto questo non succede. L’altro paradosso è che, se il cane non è una cosa allora lo posso trasformare in un essere umano, antropomorfizzarlo, ignorando quelle che sono le sue caratteristiche specie – specifiche e pensando che attraverso processi intuitivi proiettivi si arrivi capire il tipo di relazione, questo però non è possibile… è già difficile capirci tra noi nell’ambito di due culture, come pensiamo di capirci tra due specie differenti? Purtroppo ancora oggi molte campagne contro l’abbandono utilizzano il canale del pietismo e dell’umanizzare comportamenti e sentimenti del cane e come ho già avuto modo di dire, non solo si da del cane una immagine che non gli appartiene, ma non si colpisce alla radice il problema anzi lo si alimenta perché si crea una immagine del cane che non è vera, lo trasformiamo in una icona che ci impedisce di entrare nel suo mondo e di capire di cosa effettivamente ha bisogno e di come interagire con lui nel rispetto del suo modo di essere unico. Ma veniamo all’umanizzazione o per capirci all’interpretazione Interpretare un comportamento canino, non è un atto intutivo, ma controintuitivo, infatti spesso la verità di un comportamento non sta in quello che umanamente pensiamo, e non sta neppure in mezzo, ma è esattamente all’opposto. Il cane che ci lecca la mano, dopo averla ferita con un morso non ci sta chiedendo scusa, ma ci sta chiedendo la nostra benedizione…e noi permettendoglielo gli diciamo… scusami ho sbagliato non lo farò più! Il cane che ci segue per casa, non lo fa perchè non può stare senza di noi ma perché ci deve controllare, il cane che fa eliminazioni inappropriate sul nostro letto o dentro casa non lo fa per un “dispetto” ma per una sensazione di disagio come conseguenza ad una situazione ritenuta per lui stressante… e potrei continuare ancora a fare esempi, ma penso che il concetto sia chiaro. Ricordatevi che nel momento in cui trattate il cane come trattereste un componente della famiglia, create una figura gerarchicamente importante che penserà… posso mangiare quando voglio e quello che voglio e posso pure interromperli quando mangiano loro per farmi servire, posso giocare quando voglio e controllare tutti i miei giochi, in casa posso stare dove voglio e posso controllare chiunque entra o esce, posso avere la loro attenzione e il loro contatto ogni volta che lo desidero … allora io sono il leader di questo “branco Famiglia”! Vorrei che fosse chiara una cosa, il sistema sociale del cane non è una democrazia! E non prevede vie di mezzo! Quindi o gli si dimostra di poter gestire la sua vita o lo farà lui gestendo la nostra… Quindi attenzione a umanizzare il cane, perché le conseguenti patologie comportamentali che potranno presentarsi, interromperanno il rapporto fiduciario con l’uomo e sarà il primo passo verso l’abbandono. Infine vorrei dire che, anche se si pensa di far bene, umanizzare è una forma di maltrattamento etologico, non si rispetta l’identità del cane, bisogna capire che siamo noi a dover parlare il suo linguaggio che non è fatto di foto con sguardi tristi , non è fatto di pensieri umani ma è fatto di una specie che ci chiede di essere integrata nel nostro tessuto sociale… non come icona ma come realmente è, una alterità. Alla prossima! Dott. Fabio Vergoni

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