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di Marco D'Amico

SUN SHONIK, CANE "SAGGIO" E BEN ADDESTRATO
di Marco D'Amico

1 giugno 2001 - Lo chiamavano “il saggio” ed era amato un po’ da tutti. Sun Shonik se n’è andato in silenzio, improvvisamente, lo scorso primo maggio ed ha lasciato un vuoto incolmabile in tutti noi ed in particolar modo in Massimo Perla, il suo addestratore e decennale amico che ama ricordarlo così: “Qualunque essere vivente, a prescindere dal numero delle zampe, è unico, irripetibile ed insostituibile, e quando se ne va, lascia nel cuore di coloro che lo hanno amato un vuoto incolmabile. Il tempo cancellerà il dolore, altri esseri si faranno spazio nel nostro cuore, ma quel vuoto resterà. Ciao Shonik, sei stato un grande cane, e chiunque ti abbia conosciuto non potrà dimenticarti”. Per quei pochi che non lo hanno conosciuto, Sun Shonik era il border collie bianco e nero famoso per i suoi film e, recentemente, per lo spot di una noto gestore di telefonia. Shonik era nato qualche giorno prima di Natale del 1989 ed è morto per un arresto cardiaco o forse per un’aritmia. “Il veterinario ancora non è riuscito a dare una risposta certa sulla causa della sua morte -sottolinea Massimo Perla - perché l’arresto cardiaco in un cane è assai improbabile. Comunque l’unica cosa certa è che Shonik in questo ultimo periodo non era pressato da impegni di lavoro visto che aveva finito di girare il suo ultimo film alla fine della scorsa estate e quindi non era affetto da alcun tipo di stress”. Il rapporto tra Massimo e Shonik, dunque, era di grande affetto, di “amicizia” ed inscindibile dal lavoro. I due, infatti, da oltre 10 anni, facevano coppia fissa ed hanno partecipato insieme ad innumerevoli campagne pubblicitarie, film e fiction con Shonik che è stato partner sul set di star quali Paolo Villaggio (Cari fottutissimi amici), Renato Pozzetto (Papà dice messa), Mara Venier e Gianni Morandi (La voce del cuore), Gigi Proietti e Stefania Sandrelli (Il maresciallo Rocca), Marco Columbro e Sabrina Ferilli (Leo e Beo), Anna Valle e Roberto Farnesi (Turbo), Terence Hill (Don Matteo), Andrea Occhipinti e Anne Archer (Indiscretion of an America Woman) e numerose altre. Tantissime anche le “ospitate” in televisione tra le quali la trasmissione Rai “In famiglia”, Il Maurizio Costanzo Show, Verissimo, Striscia la notizia, Domenica in, Buona Domenica, Io amo gli animali, Galà della Pubblicità Un cane impegnato a tempo pieno ne dorato mondo della televisione e del cinema. Ma in molti si chiedono: tutto ciò lo stressa o lo diverte? “Il cane - assicura Perla - si diverte ma è fondamentale capire che lui fa delle associazioni e ad ogni azione deve essere premiato, io ad esempio lo faccio con la pallina. Per lui, se io gli dico di sdraiarsi a terra, magari con aria triste, e poi lo premio per questa sua espressione in seguito tutto ciò diviene una cosa normale. Certo è che se il cane viene abituato fin da piccolo a fare certe cose per lui tutto è più facile visto che, in giovane età, ha una maggiore capacità di apprendimento ed è voglioso di conoscere ogni giorno una cosa nuova e quindi impara a non averne paura e, soprattutto, apprende in modo soft e tranquillo”. Il nostro amico a quattro zampe, inoltre, deve avere piena fiducia del suo padrone il quale, essendo il cane un animale gerarchico, è visto comunque come un capo-branco. “Rendere l'intesa fra uomo e cane più intima e profonda è il primo dei traguardi che si propongono le nostre tecniche di addestramento - conferma Perla - e sono basate sulla conoscenza ed il rispetto della psicologia e del comportamento del cane. L'educazione e la socializzazione del cucciolo o, a seconda dei casi, del cucciolone e del cane adulto, è il prima passo da compiere, perché tutti noi aspiriamo ad avere non un ‘cane problema’ che male si inserisce nel contesto della vita sociale umana, ma un compagno gradevole ed educato con cui condividere la maggior parte delle nostre esperienze quotidiane”. Sono lontani i tempi in cui per il cane l’addestramento era visto con terrore. Oggi tutto è cambiato e le tecniche di addestramento e non sono più ispirate a sistemi di natura coercitiva. “Educare il cane - conferma l’addestratore di Shonik - significa insegnargli le regole più importanti da osservare nella convivenza con l'uomo e che sono la base su cui impartire eventualmente addestramenti più specifici e mirati. La pallina ha sostituito qualunque forma di coercizione ed il controllo sul cane si esercita lavorando in condizioni di allegria, senza collare e guinzaglio, imparando ad usare il linguaggio del nostro corpo e il tono della nostra voce come unici strumenti a nostra disposizione”. Certo detto in questo modo, da un esperto addestratore, sembra essere tutto facile ma troppo spesso non è così e ci si trova a frequentare persone “stressate” padroni di cani altrettanto “stressati”. Ed allora ci si chiede: qual è l’errore più frequente che una persona compie nell’addestrare il suo cane? Per Massimo Perla, e non dubitavamo, la risposta è semplice. “il padrone pensa con la logica dell’uomo e non con quella del cane. Il nostro animale è un grande osservatore, lui ci guarda ogni minuto della giornata, in silenzio, ed impara. O meglio, assimila i nostri comportamenti e soppesa ogni nostro gesto. Mi spiego meglio: se, ad esempio, il cane abbaia in continuazione e noi lo accarezziamo, lui lo prende come un premio. Oppure se il cane sta attraversando la strada e noi gli diamo una piccola pacca sul fondoschiena per farlo fermare e lui torna indietro, è importante che subito dopo venga premiato con una carezza od altro. Tutto ciò, in gran parte dei casi, non avviene ed il padrone prova a riparare giorno dopo giorno, ovviamente senza troppa fortuna”.

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