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LUGLIO, CENTOMILA CANI ABBANDONATI

Secondo lo studio degli Animalisti Italiani, ci sono interessi e malavita dietro il business del randagismo con un giro d'affari di oltre 500 miliardi

6 agosto 2001 - Dopo la prima fase dell'anno, caratterizzata da una parziale inversione di tendenza, nell'estate 2001 gli abbandoni di cani e gatti hanno subito una nuova imperniata, superando gli oltre 100.000 abbandoni nei mesi estivi di giugno e luglio. I dati sono stati ottenuti dall'associazione Ànimalisti Italiani con un monitoraggio su 95 canili e resi noti in un comunicato stampa.
"Tra le cause dell'abbandono - dichiara Walter Caporale, Presidente degli animalisti Italiani PETA - vanno inclusi, oltre alla scarsa sensibilità delle persone, la cattiva abitudine di regalare cuccioli ai figli, la latitanza dei Comuni italiani che non applicano il tatuaggio, l'anagrafe e la sterilizzazione degli animali (previsti dalla Legge 281 sul randagismo) e la difficoltà di andare in vacanza con il proprio animale: sono infatti ancora pochi gli alberghi e le spiagge che accettano animali”.
Gli Animali sti Italiani hanno dunque realizzato il Vademecum "Estate 2001" con l’elenco di alberghi, pensioni e spiagge che accettano cani e gatti ed una petizione per l'abolizione del divieto di accesso degli animali nelle spiagge (info: 06.23.23.25.69 o ).
Un animale abbandonato è destinato ad una vita di stenti in strada, nei canili o, peggio, a morire di fame, di sete, nei combattimenti clandestini di animali dove viene usato come "carne da macello" o in incidenti stradali, pericolosi anche per l'uomo. L'abbandono degli animali provoca infatti ogni anno oltre 4.000 incidenti, con 400 feriti ed almeno 20 morti fra le persone".
"Ci chiediamo perché" - prosegue il Presidente degli Animalisti Italiani - l'80% dei canili, pubblici e privati, continua ad ignorare l'obbligo di anagrafe, tatuaggio e sterilizzazione degli animali, le uniche armi che abbiamo per risolvere all'origine il fenomeno del randagismo. Forse - prosegue Caporale - a qualcuno interessa che il randagismo non venga estirpato ne combattuto, per poter continuare a ricevere decine e decine di milioni di finanziamenti dai Comuni, che pagano ai canili privati dalle 3.000 alle 12.000 lire al giorno per il mantenimento di ogni singolo cane. i:n giro d'affari di oltre cinquecento miliardi l'anno. Sono ormai centinaia i canili privati gestiti da personaggi senza scrupoli, che speculano e si arricchiscono sulla pelle di cani e gatti, mentre i pochi canili gestiti seriamente sopravvivono solo grazie all'amore ed al sacrificio dei volontari. Bisogna trovare il coraggio di pretendere dai Comuni il finanziamento solo delle strutture che sterilizzano e tatuano animai, altrimenti non risolveremo mai il problema”.

Fonte: Peta

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