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L'importanza della ricerca olfattiva per i cani

Per loro l'olfatto è come la vista per gli uomini: li aiuta a conoscere ciò che li circonda

27 ottobre 2016
| di Roberto Marchesini
L'importanza della ricerca olfattiva per i cani

Per l’uomo è molto difficile comprendere l’universo percettivo del cane che poggia sulle sue possibilità di fare monitoraggi olfattivi della realtà circostante. Siamo molto antropocentrici e non comprendiamo che il cane ha esigenze percettive differenti dalle nostre.

 

Noi uomini ci facciamo un’idea del mondo attraverso la vista per cui il poter guardare la realtà esterna assicura tre bisogni psicologici fondamentali: ci gratifica, ci rassicura, ci arricchisce. Allo stesso modo il cane deve poter esercitare la sua sensorialità elettiva proprio per realizzare queste tre necessità, altrimenti rischiamo di compromettere il suo benessere e determinargli uno stato di disagio.

 

Se durante la passeggiata il nostro cane si ferma per esaminare attentamente qualche angolino ai nostri occhi sporco e putrido, in realtà ricorda molto il nostro guardare le vetrine, abbacinati dalle luci e dai colori. Lo facciamo perché ci dà piacere, perché avere un’idea del mondo circostante ci rassicura, perché desideriamo accrescere le nostre conoscenze e arricchire la mente.

 

La ricerca olfattiva ha un legame stretto con le emozioni: tende infatti quasi sempre ad abbassare il livello di eccitazione del cane, e quindi gli esercizi di ricerca olfattiva sono molto utili sia per impostare nel cucciolo un livello di arousal (cioè di attivazione emozionale) che sia quanto più intermedio possibile – non apatico ma nemmeno costantemente eccitato – sia per abbassare un livello temporaneo di inquietudine o addirittura patologico, presente sia nell’ansia che nell’irritabilità.

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