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Quando i fuochi d'artificio spaventano i nostri animali

I festeggiamenti di Capodanno possono creare un vero senso di panico nei cani e gatti. Ecco come comportarsi per farli stare al meglio

26 dicembre 2016
| di Roberto Marchesini
Quando i fuochi d'artificio spaventano i nostri animali

Il primo gennaio di ogni anno somiglia sempre a un bollettino di guerra: ascoltiamo le comunicazioni ufficiali dei ricoverati, degli amputati, di chi ha perso la vista, dei deceduti. E poi ci sono loro, gli altri animali, le grandi vittime inconsapevoli di questa violenta e insensata abitudine: i botti di capodanno.


Ogni anno ci si premura di dare consigli, di offrire alternative, di tentare di dissuadere, ma, per un qualche motivo, per l’essere umano una festa non è tale se non porta con sé rumore e distruzione. E quindi eccomi qua, in questo 2016 che volge al termine, a parlare di nuovo di come comportarsi con gli animali che vivono con noi.


Il senso di panico vero e proprio che i nostri cani e gatti vivono è un momento delicato che va gestito con attenzione e buon senso. In caso contrario, anche solo una esposizione estemporanea all’esplosione di botti di vario tipo potrebbe innescare una serie di associazioni mentali nell’animale tali da creare delle paure aggiuntive che continueranno a manifestarsi anche dopo la fine della situazione nociva, con il risultato che il proprietario si ritroverà ad avere una situazione di vita negativa che si è cronicizzata nel quotidiano.

 

La prevenzione può essere attuata in vari modi. Se si decide di rimanere in casa, occorre far sostare cani e gatti nella stanza più lontana dalla strada, assicurandosi di chiudere bene vetri, persiane, tende o quant’altro: è importante che gli animali siano protetti dai forti stimoli luminosi provenienti dai fuochi d’artificio. In questi momenti, mai lasciare cani e gatti liberi in giardino o in cortile: tanti di loro scappano presi dal panico, si feriscono o rimangono vittime di incidenti stradali.

 

Tante associazioni cinofile si premurano ogni anno di organizzare cene e ritrovi in luoghi isolati per la notte di capodanno. Queste iniziative diventano un modo per proteggere i nostri cani e al contempo trascorrere una serata in compagnia senza la violenza dei frastuoni cittadini.


Se decidiamo di rimanere in casa, occorre appuntarsi qualche accortezza da mettere in pratica. Non creiamo un ambiente ovattato: è importante che i rumori della casa continuino come sempre, quindi comportiamoci normalmente, lasciamo acceso il televisore, magari invitiamo qualche amico o parente in modo che il vociare (allegro) serva da distrazione al nostro cane o gatto.


Se l’animale comincia a dare segni di inquietudine, non focalizziamoci assolutamente su questi suoi segnali, vale a dire “continuiamo a fare quello che stavamo facendo in quel momento”. Non si tratta di coccolarlo o meno. Il gatto tenderà a nascondersi: facciamo in modo che il suo nascondiglio sia riparato da altre minacce e che possa davvero sentirsi al sicuro in quella tana senza essere costretto a scivolare furtivamente da un angolo all’altro della casa senza riuscire a trovare pace.


Per quanto riguarda il cane, ovviamente cercherà nei nostri occhi una risposta e noi dovremo dargliela: “mi rendo conto che questa cosa ti spaventa, ma non devi preoccuparti”. Vale a dire, non dobbiamo rinforzare la paura del cane (abbandonare ogni nostra attività per andarlo a coccolare), ma neanche negargli l’attenzione: se stiamo dedicando attenzioni al nostro cane nel momento in cui avviene un botto, continuiamo in questa nostra attività proponendogli un gioco e rimanendo di umore positivo e tranquillo, senza concentrarci sulla sua manifestazione di paura.


La presenza di più persone in casa può aiutare a distrarre il cane, a patto che il comportamento di tutti i presenti sia coerente e rispettoso dell’animale: non serve alzare la voce e non serve gridargli di stare zitto se dovesse abbaiare. Immaginate di stare provando una forte paura per qualcosa tanto da farvi piangere e qualcuno continua a ripetervi nelle orecchie di non piangere e di non avere paura: otterrebbe solo di moltiplicare l’intensità di quell’emozione negativa. Bene, lo stesso vale per il cane: cerchiamo di metterci nei suoi panni e sforziamoci di capire che il problema non è il cane che abbia ai botti, ma sono le persone che li stanno facendo esplodere.


Un’ultima nota. Ricordiamo che l’esplosione di fuochi d’artificio, petardi e affini provoca danni enormi anche agli animali selvatici, che non hanno minimamente gli strumenti per affrontare un momento del genere e possono solo scappare, perdere l’orientamento e ferirsi fino a morire, e agli animali rinchiusi dentro agli allevamenti industriali, che non hanno modo di esprimere la loro paura per mancanza di spazio e di condizioni vitali accettabili. È un prezzo veramente alto che facciamo pagare ad altri per una nostra stupida abitudine.

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