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Gli Pfas, un pericolo da non sottovalutare

Gli Pfas, un pericolo da non sottovalutare

Ultimamente sentiamo molto parlare dei Pfas, un nome che di per sé fa già paura perché, essendo incomprensibile, risulta minaccioso. In effetti di questa parola dobbiamo preoccuparci: negli ultimi tempi si è scoperto che queste sostanze chimiche, in grado di rendere molti prodotti impermeabili sia all'acqua che ai grassi, da più di 40 anni hanno avvelenato le falde acquifere, soprattutto in alcune zone del Veneto occidentale. Il loro utilizzo è molteplice ma uno dei più famosi è forse quello come isolante nelle pentole antiaderenti.

 

Importanti quantità di Pfas sono state ritrovate nell'ambiente, nell'acqua e nel sangue di molte persone. Sono sostanze tossiche, pericolose per la salute. È difficile difendersi, ma certo non si può rimanere in silenzio perché il silenzio è complice di questi errori umani. Per questo voglio ricordare le mamme che sono andate a Strasburgo per sensibilizzare i politici a mettere uno stop all'utilizzo dei Pfas.

 

Il loro gesto non è per ora servito allo scopo, dato che la direttiva sull’acqua potabile votata dal Parlamento europeo ha alzato i limiti delle sostanze inquinanti consentite, ma è d'esempio per chi, ormai passivamente, accetta di vivere in un ambiente malato. Ci si può difendere da tante cose ma non dall'aria e dall'acqua avvelenata. Solo quando avranno inquinato l'ultimo fiume, abbattuto l'ultimo albero, preso l'ultimo bisonte, pescato l'ultimo pesce, allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro. Lo dicevano gli indiani d'America ma la gran parte degli uomini non l'ha ancora capito.

 

 

Questo articolo è stato pubblicato su Famiglia Cristiana

 

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